Lexus

Lexus: la divisione premium di Toyota per le auto di lusso

Lexus è il marchio premium del produttore giapponese Toyota. La strategia aziendale è simile a quella di Infiniti per Nissan. Il suo nome è l'acronimo di "Luxury EXport United States", poiché l'idea iniziale era quella di poter competere con i produttori tedeschi premium, come BMW, Mercedes o Audi, nel mercato statunitense. Importante anche la presenza di motori ibridi nel marchio e, a parte la sua gamma F più sportiva, tutte le auto Lexus hanno una versione ibrida convenzionale, più semplice degli ibridi plug-in e con una minore autonomia elettrica.

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Lexus è il marchio premium di Toyota


Nel 1983, il presidente della Toyota, Eiji Toyoda, concordò in un incontro segreto con un gruppo di dirigenti dell'azienda per lanciare un marchio in grado di sfidare i migliori competitor al mondo, soprattutto nel mercato nordamericano. Il progetto, denominato F1 -the Flagship Nº 1 vehicle- (in alternativa chiamato Circle-F), dà origine alla LS 400. Questo modello non utilizza parti o piattaforme di altre Toyota, poiché l'idea è di imporre un nuovo standard tra design, aerodinamica, abitabilità, comfort, insonorizzazione e, in generale, avanzamento tecnologico.
Per questo motivo la LS400 ha un motore 4.0 V8 di nuova creazione, cambio automatico a quattro marce e controllo elettronico, carrozzeria in acciaio e pannelli speciali per ridurre la rumorosità. Si tratta di un'auto con caratteristiche sportive, lunghezza, passo e larghezza degni di nota, una griglia prominente e molteplici opzioni di personalizzazione degli interni. Per la Lexus modelli e allestimenti sono sempre stati da considerare quasi un marchio a sé, separati dalle alternative della casa madre Toyota.
Un totale di 3.900 ingegneri contribuisce al progetto e vengono prodotti 450 prototipi, che completano 2,7 milioni di chilometri tra Europa, Stati Uniti e Arabia Saudita. L'auto definitiva viene omologata nel 1987 e debutta due anni dopo al Salone di Detroit. Poco dopo iniziò la sua commercializzazione attraverso 81 concessionarie distribuite negli Stati Uniti.
Affinché la gamma Lexus non fosse composta da un solo modello viene creata la ES (1989), un'auto basata sulla Toyota Vista - una berlina progettata per il mercato giapponese con telaio Camry - e alimentata da un motore 2.5 benzina di 156 CV. Sebbene questa formula contraddica i principi fondanti di Lexus - utilizzando parti e piattaforme Toyota esistenti - consente di lanciare un secondo veicolo in un breve lasso di tempo. Con i due modelli a listino, il marchio giapponese ha venduto 63.594 veicoli durante il primo anno. Il produttore continua così la sua espansione e nel 1990 inizia un'esportazione limitata in Svizzera, Regno Unito, Canada e Australia.

Gli anni ’90 e l’esportazione in Europa


Nel 1991 escono per la Lexus modelli nuovi, dedicati al mercato americano: la SC 400, una coupé 2 + 2 con hard top elettroidraulico, e la ES 300. L'evoluzione e lo sviluppo completo del primo modello è responsabilità della divisione europea. Come opzione, offre il controllo di trazione TRAC, che neutralizza la mancanza di aderenza frenando la ruota o le ruote che hanno perso aderenza. Due anni dopo la gamma GS (Toyota Aristo in Giappone) appare in Nord America, originariamente disegnata da Giugiaro e alimentata da un motore 3.0 a 6 cilindri in linea e 226 CV. Le sue vendite (poco più di 19.000 unità annuali) sono inizialmente discrete.
Nel 1996 compare il primo fuoristrada Lexus, l'LX 450: un adattamento del Toyota Land Cruiser HDJ con meccanica 4.5 a sei cilindri in linea e 212 CV, posto per sette occupanti e cabina quasi completamente rivestita in pelle. Inoltre, vengono aggiunti altri optional di alto livello come un caricatore da sei CD, trazione integrale con bloccaggio elettronico del differenziale e tetto apribile elettrico.
La seconda generazione della GS arriva l'anno successivo, con un design completamente nuovo e più voluminoso, strumentazione Optitron, luci allo xeno e motori a sei cilindri. Nello stesso anno vede la luce anche il prototipo SLV, un'anteprima del Lexus SUV RX. Il modello finale appare nel 1998, con un motore a benzina 3.0 V6 e cambio automatico a quattro marce.
Un anno prima della fine del decennio viene presentata la IS, la prima berlina media gamma di Lexus, rappresentando un punto di forza nelle vendite del marchio.

L’importanza dei motori Lexus hybrid


A partire dal 2011 (con la Lexus LF-GH) Lexus si è caratterizzata per i nuovi design aggressivi, con sfumature nette, angoli molto marcati. Attualmente, Lexus ha nella sua gamma modelli che vanno dal segmento delle compatte, con la Lexus CT, alle grandi berline come la Lexus GS e la Lexus LS, senza perdere di vista alternative dal taglio sportivo come la Lexus RC F o il nuovo Lexus SUV NX. Infine bisogna ricordarsi del modello grand tourer, la Lexus LC, e la supercar più importante di tutte: la Lexus LFA. Alcuni di questi modelli hanno a disposizione una versione Lexus elettrica nel listino, ma si sente ancora l’assenza di un veicolo alimentato al 100% da combustibili non fossili.
Proprio con la LFA Lexus ha raggiunto il record del Nürburgring nel 2011, vendendo per un periodo limitato una versione speciale chiamata Lexus LFA Nürburgring Edition. Questa versione della Lexus LFA è stata prodotta in sole 50 unità (450 sono state prodotte dalla LFA "normale"), con una versione rivista del motore V10 da 4,7 litri che sviluppa una potenza di 571 cavalli. Dotata anche di una sospensione migliorata e un'aerodinamica più aggressiva, il suo tempo al Nürburgring è stato di 7 minuti e 14 secondi. Per entrambi gli allestimenti di questa Lexus prezzi e prestazioni sono assolutamente esclusivi e dedicati a pochi fortunati.
Nel 2016 Lexus ha raggiunto un milione di modelli ibridi venduti e, sebbene a medio termine il marchio continuerà a scommettere sui motori Lexus hybrid non plug-in, come quelli montati sulla Lexus RC 300h o sulla Lexus LS 600h, ha mostrato il suo interesse per i propulsori a idrogeno. Grazie al concept Lexus LF-FC, non c’è da stupirsi se prima o poi vedremo un modello della casa con questa specifica tecnologia. Si tratterebbe di una scelta dotata di molto senso se si considera che si tratta di un brand di Toyota, che a sua volta ha già lanciato un modello di serie con un motore alimentato a idrogeno: la Toyota Mirai.
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