Lancia

Lancia: la storia, i successi e i modelli del noto marchio

Lancia, produttore di auto italiano noto in tutto il mondo, è stato fondato nel 1906 da Vicenzo Lancia. Dal 1969 fa parte del gruppo Fiat, ma la sua carriera nel settore automobilistico è legata ai tanti successi ottenuti nel mondo dei rally con modelli leggendari come la Delta. Avendo mantenuto fino all'ultimo le nomenclature delle lettere greche e preservando i valori del lusso e dell'innovazione, sarà sempre un marchio caro a tutti coloro che hanno un hobby o una passione nel mondo automobilistico.

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La storia della Lancia, storico marchio italiano


La fondazione della fabbrica di auto Lancia risale al 27 novembre 1906 a Torino, ad opera di Vincenzo Lancia e del suo braccio destro Claudio Fogolino, entrambi piloti Fiat. Nasce con il nome di Lancia & C. Fabbrica Automobili, con un capitale iniziale di 100.000 lire e con un contributo del 50% da parte di ogni fondatore. Ovviamente, pur avendo formato un proprio marchio, i due hanno continuato a lavorare per la Fiat per ottenere più capitali per riuscire ad avviare la produzione.
La nomenclatura dei modelli di questo marchio è passata alla storia, e l’utilizzo delle lettere greche è stato una costante nel suo percorso, dai primi modelli fino all’ultima Lancia Ypsilon.
Solo l'anno dopo la sua fondazione, nel 1908, arrivò il primo modello di auto Lancia, la cosiddetta Lancia Alfa 12 HP, approfittando del Salone di Torino. Nel 1909 arrivò la nuova Lancia Beta 15/20 CV, che era praticamente una versione migliorata della precedente 12 CV. Due anni dopo arrivarono i modelli Delta 20 / 30hp e Epsilon. Infine, nel 1913 arrivò un modello che ebbe un discreto successo, la Lancia Theta, che fu prodotta e venduta parecchio anche durante la prima guerra mondiale.

Un periodo in ascesa nel primo dopoguerra


Lancia lanciò nel 1919 il modello chiamato Kappa, che aveva un motore a 4 cilindri basato su quello della precedente Theta, ma che aveva più potenza e raggiungeva i 120 chilometri orari di velocità massima, cosa piuttosto notevole per l'epoca. Quell'anno non fu buono per il marchio italiano, ma questo tornò rapidamente in carreggiata con un aumento delle vendite della Kappa l'anno successivo. Nel 1921 arrivò la Dikappa, una versione sportiva del modello uscito in precedenza, che godette anche di un miglioramento prestazionale, raggiungendo i 125 KM / H.
Lancia ha continuato a sfruttare ogni volta possibile la visibilità garantita da ogni concessionaria Lancia, arrivando fino a prenotare un posto al Salone dell'Auto. Nel 1933, al Salone di Milano, fu presentato il modello Augusta, che sorprese principalmente per l'introduzione del motore a V. Questo veicolo portò un enorme successo alla Lancia, perché fino al 1936, anno in cui fu prodotto per l'ultima volta, riuscirono a venderne più di 17.000 unità nel solo territorio italiano, e circa 3.000 in Francia dove veniva commercializzato con un altro nome.
Così come la Lancia Ypsilon di oggi, anche nel 1937 il nuovo modello uscito, la Aprilia, portava un nome di alfabeto greco. Prodotta da un team acquisito da Vincenzo Lancia, si distinse soprattutto per il design aerodinamico piuttosto insolito per l'epoca. Di questo modello, è da segnalare non solo il numero di 27.836 unità prodotte fino al 1949, ma anche il fatto che si trattò dell'ultimo veicolo del marchio sotto la diretta supervisione del fondatore Vincenzo Lancia, che morì il 15 febbraio di quell’anno.
Nel 1939 il marchio italiano realizzò una variante leggermente più economica della berlina Aprilia, la Lancia Ardea, ampiamente utilizzata come veicolo taxi. Questo modello è stato prodotto fino al 1953 e dato il numero di vendite è rimasto uno dei modelli di auto Lancia più diffusi.

Il cambio di proprietà nel secondo dopoguerra


Al termine del secondo conflitto mondiale la Lancia vide alcuni cambiamenti, e uno di questi fu l'acquisizione di Gianni Lancia, figlio di Vincenzo. Gianni iniziò a prendersi cura di qualsiasi progetto futuro, e dopo aver prodotto e venduto alcuni dei modelli precedenti negli ultimi anni, nel 1950 introdusse il modello Aurelia, con un motore a 6 cilindri.
Nel 1963 la Lancia debuttò anche con il modello Fulvia, con cui vinse addirittura un campionato Rally. Nel 1969, la proprietà Lancia passò nuovamente in nuove mani, in questo caso sotto il gruppo Fiat. Dall'acquisizione da parte della Fiat, i modelli Lancia cominciarono a perdere le caratteristiche uniche per cui erano riconosciuti, in cambio di una stabilità maggiore nel numero di veicoli prodotti e venduti.
Nel 1971 uscì il primo modello Lancia sotto il controllo della Fiat, la Lancia 2000, che terminò la sua produzione soltanto tre anni dopo. Nel 1972 venne alla luce un altro veicolo, la cosiddetta Beta, che non condivideva tratti in comune con nessun altro modello del marchio torinese; fino alla fine della sua produzione, nel 1984, è stata un notevole successo commerciale per Lancia.
Pochi anni dopo apparve la nuova Lancia Stratos, un modello che ottenne trionfi anche nei Rally nonostante non ne furono prodotti molti esemplari. Nel 1976 arrivò la Lancia Gamma, che non ebbe molto successo per il prezzo elevato e l'apparente inaffidabilità, tre anni prima della famosissima Lancia Delta.

L’ingresso negli anni 80


Nel 1985 apparve la Lancia Therma, un'auto che si caratterizzava per avere un ampio spazio interno e dotata di ottime prestazioni. Con questo veicolo sembrava che la Lancia avesse riacquistato la reputazione dei suoi vecchi modelli prestigiosi e di prim'ordine, ma nonostante ciò non raggiunse le vendite sperate. Finalmente nel 1989 arrivò la nuova auto Lancia Dedra, un modello anch'esso costruito sulla base della piattaforma di una Fiat, condiviso quasi interamente con le vetture Fiat Tempra e Alfa Romeo 155. Di questa Dedra furono prodotte circa 418.000 unità, fino al termine della sua produzione nel 2000.
Nel 1993 arrivò la nuova generazione della Lancia Delta, rinominata Nuova Delta, basata su una piattaforma della Fiat Tipo. Aveva circa 193 cavalli, sebbene fosse tutt'altro che un best seller. Dopo di questa arrivarono anche la Lancia Kappa, la Lancia Ypsilon e la Lancia Lybra.
Lancia continuò a produrre negli anni modelli di vario tipo come la Lancia Ypsilon e Voyager, anche se le vendite di questi ultimi quattro veicoli del marchio italiano non furono così convincenti.

Gli ultimi cinque anni


Negli ultimi due decenni, le vendite mondiali di Lancia non smisero di calare, e i direttori di Fiat Chrysler Automóbiles (FCA) decisero di ritirarla dal mercato, chiudendo anche ogni concessionaria Lancia. Gli ultimi cinque anni sono stati segnati dalla vendita di modelli Chrysler ribattezzati Lancia. Nonostante la situazione complessa in corso, è possibile curiosare sul configuratore Lancia presente sul sito della casa, e allestire alcuni dei modelli in vendita con una serie di optional a piacimento.
Questa strategia non ha comunque consentito a Lancia di migliorare le proprie vendite, e la sua totale scomparsa è legata alla cessazione della produzione del modello Lancia Ypsilon, venduto ad oggi solo in Italia.
La Lancia Ypsilon, ancora in vendita, è una citycar basata sulla piattaforma della Fiat 500. La sua gamma di motorizzazioni è composta da propulsori benzina e diesel, con potenze che vanno dai 69 CV ai 95 CV. Il design interno ed esterno della Ypsilon è stato caratterizzato da eleganza e qualità, e la sua dotazione tecnologica e di sicurezza è nella media del suo segmento, rendendola di fatto un modello da tenere in considerazione (nonché presente sul già citato configuratore Lancia).
Resta da sperare che un giorno si possa assistere alla stessa rinascita dalle ceneri del marchio Lancia, ma se così non fosse ci sarà sempre un patrimonio automobilistico di enorme valore da apprezzare, lasciato a tutti dal fondatore Vincenzo e dai suoi collaboratori.
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Modelli Lancia

  • Beta
  • Dedra
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  • Fulvia
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  • Lybra
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