Abarth

Abarth: la storia, i veicoli e la tradizione sportiva italiana

Nonostante Abarth negli anni abbia raggiunto uno status di notorietà degno di fama internazionale, il marchio si è sempre caratterizzato per l’essere il preparatore ufficiale delle automobili prodotte dalla Fiat. Ad oggi, infatti, è un marchio appartenente 100% al Gruppo FCA (Fiat Chrysler Automobiles). Vediamo insieme qual è stata la sua storia, i modelli più importanti e l’origine del logo conosciuto in tutto il mondo.

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Abarth, da elaboratore a brand esclusivo


Sebbene il marchio Abarth sia ormai completamente integrato nella proprietà Fiat già dal lontano 1971, la sua rinascita come casa costruttrice, con un proprio status di indipendenza all'interno del Gruppo FCA, è avvenuta soltanto a partire dal 2007. Da allora questo ha prodotto versioni ad alte prestazioni e da corsa della 500 Abarth e della 124 Spider, oltre al tuning dedicato alla Punto.
Volendo tracciare un parallelismo è possibile fare riferimento al marchio Cupra, che nel 2018 è diventato a sua volta un brand indipendente da SEAT, sebbene le auto siano basate comunque sui modelli di serie prodotti dalla casa iberica. Qual è stato il percorso che ha portato il logo Abarth e i suoi famosi modelli in giro per il mondo? Scopriamolo insieme!

Storia del marchio Abarth


Abarth fu fondata da Karl Abarth nel lontano 1949. Karl era di origine austriaca, ma emigrò in Italia dopo la seconda guerra mondiale, dove conobbe Tazio Nuvolari tramite un comune amico: Ferry Porsche.
Nato a Vienna nel 1908, Karl ottenne i suoi primi successi con le motociclette a vent'anni. Infatti nel 1930 ne costruì addirittura una che portava il proprio nome sul serbatoio. Purtroppo vittima di un incidente, continuò comunque a guidare i sidecar fino a quando un altro scontro lo allontanò definitivamente dalle competizioni nel 1939.
Dopo aver fondato la Cisitalia – squadra corse caratterizzata da una brevissima ma intensa esistenza - ha fondato Abarth & C. nella città italiana di Bologna, insieme a uno dei piloti dell’ormai defunto team. Abarth ha iniziato producendo parti e accessori ad alte prestazioni per veicoli Fiat, Lancia e Porsche.
In questo decennio inizia a forgiarsi la leggenda Abarth. Nel 1949 creò la propria squadra corse, con Guido Scagliarini come pilota. La prima vettura prodotta fu la 204 A Roadster, derivata dalla Fiat 1100, che vinse a mani basse fin dal debutto nel Campionato di Formula 2. Prima di tutte le altre case automobilistiche, Abarth è la prima a coniugare il mondo delle competizioni e servizio di ricambistica e vendita al dettaglio, attraverso i suoi famosi kit dedicati all’elaborazione dei veicoli di serie. Secondo la filosofia di Abarth, prezzo e prestazioni avrebbero dovuto essere fattori slegati, e con un minimo investimento chiunque avrebbe potuto trasformare la propria auto anche senza un team di meccanici alle spalle. Il successo di queste personalizzazioni inizia con il pacchetto di parti dedicate al cambio della celeberrima Fiat Topolino (1949).
Gli anni Cinquanta rappresentarono per la casa di elaborazioni una serie costante di vittorie e di successi. Il prodotto di maggior successo fu il silenziatore, installabile volendo anche su diverse moto e preparato in modo da conferire al motore un suono più morbido. Allo stesso tempo il marchio si espande in tutto il mondo, con esportazioni che rappresentano il 10% del volume totale delle vendite annuali. Il periodo tra il 1955 e il 1958 è il momento clou: dopo il successo nelle competizioni e nel design delle auto da corsa, Abarth rivolge la sua attenzione al grande pubblico.
Nel 1955 portò all’attenzione del mercato l'Abarth modello 750 GT e l’Abarth 750. Quest’ultima, disegnata da Bertone, batté diversi record di velocità e resistenza; di quest'epoca fu anche la mitica 500 Abarth. Il successo del marchio è tale che anche il presidente degli Stati Uniti, Franklin D. Roosevelt, firmò un accordo per la distribuzione delle vetture dello scorpione nel Paese americano.
Abarth ormai è diventata una grande azienda: nel 1962 i suoi kit sono riconosciuti in tutto il mondo, conta 375 dipendenti e vende 257.000 silenziatori l’anno. È l'età d'oro del marchio, con modelli come la 850 TC, la Porsche 356 Carrera GTL Abarth e la Fiat Abarth 1000 coupé GT Paperino.
Portando avanti allo stesso tempo le vendite al dettaglio e le competizioni, il marchio di Karl si è fatto un nome nel mondo delle corse: raddoppiando la potenza delle piccole Fiat 500 Abarth le ha rese dei veri “ammazza giganti” nelle mani giuste.
L'impressionante esperienza di Abarth spinse la Fiat ad acquisire completamente la compagnia nel 1971. Sotto la Fiat, Abarth divenne la branca dedicata esclusivamente alle competizioni del motorsport. Guidata dall'ingegner Aurelio Lampredi, in pochi anni avviò un programma di rally di successo, in cui la Fiat 131 Abarth e la Fiat 124 Abarth Rally conquistarono posizioni di rilievo. Alla fine degli anni '70 l'Abarth venne fusa con la Squadra Corse Lancia e, nel 1981, integrata nella Fiat Auto Gestione Sportiva.
Con la fine del gruppo B e il calo di fama delle competizioni rally, Abarth entrò pian piano in una spirale di netto declino, limitandosi a poco più del cognome nei modelli ad alte prestazioni o nelle finiture sportive all'interno dei modelli del Gruppo Fiat. Durante l’ultimo decennio degli anni '90, il produttore è rimasto in letargo, in uno stato dal quale non uscirà fino all'arrivo del nuovo secolo.
Nel 2007, però, Abarth rinasce dalle sue ceneri, sfruttando i capitali investiti da Fiat e la possibilità di agire come marchio indipendente (pur appartenendo al Gruppo FCA). Sinonimo di velocità e forza, i modelli dello Scorpione trasmettono ancora una volta forti emozioni e sensazioni di corsa agli appassionati di auto.
Sebbene, come abbiamo già detto, quando si parla di Abarth modelli e colorazioni sono considerabili di un marchio a parte rispetto ai modelli Fiat su cui sono basate, è importante ricordarsi che quando si parla dello Scorpione il focus è su prestazioni dinamiche e sportività senza compromessi, per offrire il massimo divertimento sia al vero pilota che al semplice appassionato.
La prima vettura toccata dalla nuova Abarth è stata la Fiat Punto, equipaggiata con un motore 1.4 turbo da 135 CV. Successivamente lo stesso trattamento è stato riservato alla Fiat 500 Abarth, da molti considerata una delle vetture più divertenti e a buon mercato attualmente in vendita. Ad oggi esiste anche una versione della Fiat Abarth 124 Spider, che condivide una piattaforma con l’asiatica Mazda MX-5. Per i modelli Abarth 124 Spider e 500 è possibile utilizzare un configuratore Abarth online, che permette agli appassionati più curiosi di creare un modello 3D personalizzato da ammirare. Una volta finito questo processo, sarà possibile sapere della propria unica Abarth prezzo e prestazioni, in un’ottica di futuro acquisto.

Qual è la storia dietro il logo dello scorpione Abarth?


Analizzando il logo Abarth possiamo trovare tre elementi importanti: il cognome del fondatore dell'azienda, la bandiera italiana e uno scorpione su sfondo rosso e giallo. Anche se, come dicevamo all'inizio, Karl Abarth è nato a Vienna, l'Italia ha sempre avuto un posto speciale nel suo cuore, ed è per questo che ha deciso di includere i tre colori della bandiera italiana sotto il suo cognome.
Il grande protagonista all’interno del logo Abarth però è lo scorpione, una creatura che, oltre ad essere legata alla velocità per i suoi attacchi letali, rappresenta anche il segno zodiacale del suo fondatore, nato il 15 Novembre 1908.
Per quanto riguarda lo sfondo rosso e giallo, Abarth ha scelto questi colori perché da sempre legati alla concorrenza e soprattutto alla Ferrari, il marchio con cui ha iniziato a collaborare strettamente nei primi anni della propria azienda.
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Modelli Abarth

124 Spider

4 Allestimenti disponiili
Anno: Dal 2016 - In produzione
Velocità massima: 229/232 km/h
Accelerazione 0-100 km/h: 6.90/6.80 sec
Posti: 2
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595

26 Allestimenti disponiili
Anno: Dal 2016 - In produzione
Velocità massima: 210/225 km/h
Accelerazione 0-100 km/h: 8.00/6.70 sec
Posti: 4
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Altri Modelli Abarth

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