E’ la rincorsa al risparmio a tutti i costi, quella che ha portato all’incremento di  vendite quasi vertiginoso – per un mercato dell’auto morente in Italia – delle vetture bifuel, fossero a gpl o a metano. Siamo certi sia la strada giusta da percorrere? Diverse nubi (leggi anche dubbi) si addensano a proposito. L’escalation delle vendite ha portato anche un conseguente incremento dei prezzi dei carburanti alla pompa, generando un primo effetto negativo. Bene, direte voi, resta pur sempre inferiore il costo di 1 litro di gpl e di un chilo di metano rispetto alla verde e al diesel. 

Guardiamo però anche ad altri fattori, a partire dai prezzi di listino. Accertato come, in assenza di promozioni che ne azzerino la forbice, sulle citycar e le utilitarie le bifuel ammortizzano la spesa extra dopo molte decine di migliaia di chilometri, la motorizzazione corretta è quasi sempre quella tradizionale a benzina.

Basta una calcolatrice, pochi dati tecnici e la vittoria si legge facilmente. A dimostrare come il vero risparmio passi da altri accorgimenti, non già da una semplice trasformazione del carburante impiegato per far girare quelle ruote magiche, arriva un esperimento condotto in Norvegia.

Due esperti di guida efficiente hanno portato a termine un viaggio  di ben 28 ore a bordo di una Ford Focus EcoBoost 1.0 da 125 cavalli, coprendo con un solo pieno di carburante 1.619 chilometri. Il consumo medio? Appena 3.3 litri/100 km, inferiore anche al dato dichiarato di omologazione. Esperimento al limite, d’accordo, nel quale non è stato acceso nemmeno il climatizzatore, ma questa prova dice altro.

Dice  che il cambiamento e il risparmio devono passare da una diversa coscienza di chi guida, preparato e “intelligente” nella sua mobilità quotidiana. Indicatori di cambiata,  start&stop, sistemi di recupero dell’energia, architetture ibride: senza un “pilota” preparato, che conosca funzionamento, pregi e virtù del mezzo, non ci sarà soluzione facile verso il risparmio, nemmeno gpl o metano: avremo un’illusione. E chi glielo dirà poi che quei consumi in realtà potevano essere se non dimezzati, abbattuti ancora del 30%?

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