Che ne dite di una citycar in grado di coprire oltre 100 km con un litro di gasolio? Presto potrebbe diventare realtà e presentarsi al mercato come Volkswagen Twin-up!. È l’ennesima derivazione della piccola di Wolfsburg, a dire il vero non troppo fortunata se si guardano i numeri di vendita sul mercato italiano: quinta citycar preferita dagli automobilisti del Belpaese con poco più di mille immatricolazioni a ottobre. In attesa che arrivi la variante Cross-up! da contrapporre alla Panda Trekking e la up! elettrica, gli ingegneri sono al lavoro su una versione spinta dallo stesso bicilindrico turbodiesel da 0.8 litri e 47 cavalli impiegato sulla XL1, l’auto da 1 litro per 100 km. Piccola unità in grado di assicurare anche 119 Nm di coppia massima che viene affiancato da un motore elettrico di pari potenza ma 139 Nm di coppia, alimentato da batterie agli ioni di litio da 8.3 kwh.

Complessivamente si raggiungono i 75 cavalli e 214 Nm di coppia, sufficienti a portare la up! ibrida fino a 140 km/h e accelerare da zero a cento in 15.7 secondi, certo numeri non da record o particolarmente brillanti.
Al Salone di Tokio 2013 ne sapremo di più sugli sviluppi previsti per un’eventuale produzione in serie. Al momento si conosce l’autonomia in modalità elettrica, all’incirca 50 chilometri, che porta al valore di 105 km/litro per quel che riguarda i consumi. Ovviamente si tratta di un valore teorico, realizzabile con batterie del tutto cariche, così che il litro di gasolio effettivamente copre 55 chilometri. Il peso extra delle batterie porta la Twin-up! a pesare 1205 kg, decisamente molti più della tradizionale up! spinta dal motore 1.0 da 60 o 75 cavalli. In modalità elettrica la velocità massima è limitata a 125 km/h.

La scheda tecnica replica quella della XL1 alla voce cambio, con un 7 marce doppia frizione Dsg.
È un utile esperimento per affinare il sistema ibrido elettrico, tuttavia, appare difficile trovare la giustificazione per optare per la Twin-up! anziché la tradizionale benzina o bifuel a metano. In particolare è l’ammortizzazione dei costi superiori per l’acquisto a sollevare dubbi sulla reale convenienza di una citycar con tale architettura. Decisamente più appetibile potrebbe essere su una più grande utilitaria.

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