Editor's Rating

La citycar francese svela l'animo più vivace della sua gamma. Bene il motore turbo per spinta e riserva di potenza, i consumi sono più che accettabili ma non da record. Grandioso il raggio di sterzata minimo, mentre le plastiche della plancia sono troppo dure.

8
Design
6.5
Interni
9
Confort
6
Bagagliaio
8.5
Motore
7
Consumi

Prova su strada nuova Renault Twingo turbo: bella vivace, con tanta coppia, non è “solo” una citycar. Deludono alcune plastiche, troppo rigide.

Tre porte? No, cinque. Motore anteriore? No, posteriore. Simpatica e originale? Sempre. La formula di Renault Twingo cambia sostanzialmente, una rivoluzione copernicana dettata dalle esigenze di condividere il progetto con Smart, così ecco arrivare motore e trazione posteriore, cinque porte, “condite” da un design piacevole, firmato Van der Acker. Ma c’è di più, c’è un cuore interessante montato al retrotreno, il motivo di principale curiosità del test: il motore turbo benzina 3 cilindri 900 cc di cilindrata. Affianca l’aspirato 71 cavalli 1.0 – il listino prezzi della Renault Twingo parte da 10.300 euro – di origine Smart, mentre questo vivace turbo è tutta farina del sacco Renault.

Stuzzica la coppia, abbondante se rapportata alle dimensioni small e il peso piuma, appena 1000 kg dichiarati. E’ vero che 135 Nm non fanno miracoli, è altrettanto vero però che possono rendere briosa e divertente la nuova Twingo Tce. Abbiamo messo alla frusta la citycar francese e il responso finale è ampiamente positivo, prima però i dettagli più nascosti.

DESIGN

L'”accusa” è nota: somiglia alla 500. La risposta: sarà il caso di andare oltre il superfluo. C’è un elemento che accomuna grossomodo tutte le citycar più belle e riuscite esteticamente: le proporzioni. Sono queste a dare l’impressione che nuova Twingo e la 500 si assomiglino. La realtà è un’altra, a partire dalle dimensioni, con un’altezza marcatamente più elevata per la transalpina, della quale te ne avvantaggi una volta a bordo (ma ne parleremo presto). Il cofano anteriore corto è prerogativa di entrambe, tuttavia, il disegno del frontale sfoggia gruppi ottici tendenzialmente quadrati, con i bordo arrotondati, completati dalle luci diurne a led posizionate appena più in basso. La calandra, quella che ti aspetteresti nasconda il motore, è funzionale a far respirare il radiatore, unico elemento collocato davanti.

| LEGGI ANCHE: PROVA SU STRADA SMART FORTWO |

Era impossibile prescindere da una carrozzeria cinque porte, perché il mercato delle citycar le pretende. L’interpretazione data da nuova Twingo è interessante, nascondendo le maniglie posteriori alla base del montante C: profilo pulito, banda colorata nera e rossa a catturare lo sguardo (optional sull’allestimento Energy), e tutti contenti. In coda (probabilmente il volume meglio riuscito in termini di design), gruppi ottici e lunotto richiamano alcune Renault del passato, si crea quel mix tra eleganza e sportività che non t’aspetteresti.

DIMENSIONI

Dici citycar e pensi a un’auto piccola, essenziale, che occupi meno spazio possibile. In 3 metri e 60 centimetri, questa è la lunghezza di nuova Renault Twingo, si resta sui valori della concorrenza diretta, ovvero, Fiat 500 (-5 cm) e Opel Adam (+10 cm), giusto per citare quelle che più si avvicinano al concetto di auto da città glamour, ovviamente senza dimenticare la Ypsilon che, però, sceglie altre formule di stile. Ma quanto conta la lunghezza? Relativamente. Si parcheggia in poco spazio, vero, e l’abitabilità a bordo? L’asso nella manica si chiama passo, che stacca un valore di 2 metri e 49 centimetri, in assoluto il più elevato della categoria. Sembra numero vuoto, che si riempie di contenuti una volta saliti a bordo della Twingo, tanto più sui sedili posteriori. Infine, l’altezza: 1 metro e 55 centimetri sarebbero quota da crossover, se non fosse per la lunghezza da citycar. I benefici in marcia sono quelli di una posizione di guida con tanta aria sopra la testa e sufficientemente rialzata per muoversi senza patemi nel traffico.

MOTORE

Si potessero sommare, chissà che risultato darebbero. Peso e coppia sono valori da percepire, “assaporare”, che ritagliano un’ampia fetta dell’anima di un’auto. Il turbo Tce 0.9 da 90 cavalli ha dalla sua una potenza interessante se rapportata alle dimensioni, ma ancor di più ha 135 Nm di coppia a 1600 giri/min capaci di muovere rapidamente i 1000 kg di peso della Twingo. Basta premere appena un po’ il gas e il frullare del motore tre cilindri si sposa con il leggero sibilo del turbocompressore, poi ti senti accompagnare sulla schiena. Non è spinta violenta, figurarsi, è una citycar, piuttosto è un essere sollevato dal timore che nei frangenti cruciali manchi la riserva di cavalli e spinta necessari per disimpegnarsi in fretta. Abbinato al tre cilindri c’è un cambio manuale 5 marce, dagli innesti forse appena un po’ contrastati, mentre la frizione è leggera da azionare. Non si sente la necessità di un cambio automatico. Da segnalare, invece, la silenziosità di azionamento del motore dopo che lo start&stop lo ha ammutolito ai semafori o in coda, per contenere i consumi.

| LEGGI ANCHE: RENAULT TWINGO RS GORDINI |

CONSUMI

Capitolo cruciale quando si parla di un’auto dall’impiego prevalente (occhio, prevalente, non unico: a breve diremo perché) in città. Novanta cavalli turbo potrebbero pesare nel caos urbano, ma basta premere un tasto e la quadratura del cerchio è raggiunta: Eco, davanti alla leva del cambio. Appiattisce la risposta dell’acceleratore, evitando che l’esuberanza del 3 cilindri prenda il largo: una mappatura più lineare di erogazione della coppia permette di staccare un valore di 14 km/litro nella marcia cittadina. Abbiamo verificato più volte la veridicità del dato attraverso il computer di bordo e possiamo dire che 7 litri/100 km sono un valore alla portata di tutti con la modalità Eco attivata.

E’ citycar, ma proprio in ragione del motore con buona cavalleria, la Twingo si presta a coprire anche spostamenti a medio raggio in autostrada, dove abbiamo rilevato consumi pari a 20 km/litro in quinta marcia a 90 km/h e poco più di 14 km/litro a 110 orari. Il vero “problema” alle alte velocità è, piuttosto, la conformazione aerodinamica: si pagano i 155 centimetri di altezza, con una sezione frontale non certo ridottissima, altrimenti si sarebbero staccati numeri ancora superiori. Detto dei consumi, analizzando l’impiego autostradale di Twingo, va segnalata la buona insonorizzazione fino ai 110 km/h, velocità al di là della quale si inizia a sentire la voce grossa del motore, costretto a girare in alto, in assenza della sesta marcia.

IMPRESSIONI DI GUIDA

Ha un assetto piacevole – con l’auto che poggia su cerchi da 16 pollici (optional e alternativi a quelli da 15 pollici) con gommatura 205/50 – per l’aderenza che offre nei curvoni ad andatura più garibaldina. Il posizionamento del motore al retrotreno ha come conseguenza da un lato un anteriore che filtra alla perfezione le asperità del terreno, grazie a sospensioni McPherson tarate sul morbido che regalano un elevato confort a bordo, dall’altro il posteriore – con sospensioni a ponte De Dion – è stato irrigidito nella taratura del gruppo molla-ammortizzatore e sulle asperità più secche (pensiamo ai giunti autostradali) si avverte una minore compressione degli elementi elastici. Finezze, necessario rilevarle.

Tornando in città, l’habitat primario di Renault Twingo, ti sorprende come sappia girarsi in un fazzoletto. Letteralmente. Il raggio di sterzata è minimo, non è utopia pensare di invertire marcia all’interno di un tornante senza dover fare alcuna manovra: un altro pregio dell’aver liberato l’anteriore dagli ingombri di motore, cambio e differenziale. Al volante si apprezza la leggerezza del comando, rifinito per dare un look più dinamico, con corona di piccole dimensioni, tagliata in basso, e rivestimento in pelle.

Altro dettaglio che merita di essere citato: la presenza di un poggiapiede sinistro ben dimensionato, sul quale riposare la gamba per lo più in autostrada (comodissimo il cruise control di serie, con comandi al volante; ndr). Da ultimo, pur essendo presente la telecamera posteriore sulla Twingo in allestimento Energy con pacchetto Sport e R-Link in optional, non abbiamo mai avuto difficoltà nel parcheggiare: si vede bene in manovra e i montanti non disturbano, poi con lo sbalzo posteriore minimo è un attimo a percepire gli ingombri.

INTERNI E ABITABILITA’

Piccolo promemoria: 2 metri e 49 di passo. Bene, cosa significa? Potersi sedere sui sedili posteriori e non avere le ginocchia in faccia, ad esempio. Due passeggeri sono ospitati comodamente, su una panchetta che non è morbidissima pur offrendo il confort adeguato. Semmai, disturba un po’ la presenza dei bei sedili anteriori con poggiatesta integrati allo schienale, almeno per quanti vogliono vedere cosa accade in strada: la visuale dai posti dietro è un po’ sacrificata. Come sacrificati sono i finestrini posteriori, a compasso, una soluzione che tra le citycar è (purtroppo) sempre più in voga e consente di risparmiare peso, a fronte di una minore autonomia per il passeggero che volesse maggior quantità d’aria. Quell'”aria” che seppur metaforicamente è presente tra la testa e il tetto. In sintesi, due adulti alti 1 metro e 75 centimetri riescono ad accomodarsi sui sedili posteriori senza alcun sacrificio.

Davanti, guidatore e passeggero si trovano una plancia che della Twingo “originale” mantiene la simpatia dei colori, molto vivaci (a pacchetto, sull’esemplare in prova le finiture rosse a contrasto; ndr), ma purtroppo anche le plastiche rigide. Sono assemblate bene, nessuno scricchiolio anche sulle strade più sconnesse, tuttavia una maggior cura nei materiali avrebbe giocato ulteriormente a vantaggio della francese. Del volante abbiamo già detto, resta da aggiungere la presenza di un vero vano portaoggetti, molto spazioso, davanti al passeggero, là dove la Twingo con motore aspirato Sce in allestimento Energy propone un sacchetto portadocumenti estraibile. Molto meglio il vano classico.

Si accompagna a un secondo bauletto, ampio e profondo, davanti alla leva del cambio: è estraibile e nasconde due portabottiglie. La consolle centrale è incentrata sull’infotainment R-Link, optional tutto sommato dal giusto prezzo se si considera che include la telecamera posteriore (1.000 euro complessivamente per il pacchetto). Racchiude navigatore, multimedialità (con presa usb, aux e lettore di schede di memoria sul tunnel centrale, insieme a una presa da 12 volt), computer di bordo, ecoDrive e le funzioni telefoniche. Lo schermo dà un buon feedback e si gestisce facilmente, senza costringere a premere due volte per dare un comando. Di serie è presente la radio digitale, con cradle per lo smartphone e relative app scaricabili con i parametri vitali dell’auto, oltre quelli presenti sul computer di bordo, inserito nella strumentazione all’interno del tachimetro analogico.
Le regolazioni del sedile di guida sono più che sufficienti, non manca quella in altezza, mentre il volante non si regola in profondità ma solo in altezza. Complessivamente avremmo voluto alcune plastiche morbide, ne avrebbe beneficiato la qualità percepita.

Prima di tirare le conclusioni sulla prova della Renault Twingo 0.9 Tce 90 cavalli, un cenno al bagagliaio. Non brilla per capacità di carico, allineata alle concorrenti, con 188 litri eguaglia il valore di Fiat 500 e fa meglio di Opel Adam. Permette di caricare le classiche buste della spesa, di fare shopping senza patemi e, se si viaggia in due, di portarsi dietro due trolley piccoli. L’essenziale insomma. La soglia di carico è un po’ alta, in compenso il piano è a livello, entrambe le caratteristiche sono conseguenza del posizionamento del motore al retrotreno. Un rivestimento in tessuto con materiale fonoassorbente al di sotto, isola dai lamierati e filtra solo un leggero tepore dopo gli utilizzi più intensi dell’auto. Non scioglierà certo il gelato in estate.

CONCLUSIONI

Renault Twingo Tce esce bene dalla nostra prova su strada. Convince soprattutto il dinamismo del motore, la vivacità con cui muove l’auto e i consumi tutto sommato accettabili. Da applausi il raggio di sterzata minimo, un plus non indifferente in città. L’abitabilità a bordo è più che adeguata, tanto da raggiungere per i posti posteriori valori da utilitaria di segmento B, non certo da piccola cittadina dalla lunghezza minima.
Non ci hanno convinto piccoli dettagli, tali da non inficiare la bontà complessiva. Avremmo voluto plastiche morbide sulla plancia, finestrini posteriori classici e un vano bagagli con un isolamento superiore.

PREZZO

La Renault Twingo Tce Energy con pack Sport della nostra prova su strada costa 16.821 euro. Questo il prezzo di listino. Gli optional presenti sono: strisce colorate nere sulle fiancate; Techno Pack (R-Link e telecamera posteriore), Sport Pack Red (cerchi da 16 pollici e inserti rossi sulla calandra e le protezioni sulle portiere), Clima Pack (climatizzatore automatico); Sellerie Sport (in misto tessuto-ecopelle).

Commenta con Facebook

commenti