Tre lettere inusuali accompagnano rispettivamente storia e perfezione tecnica. Ferrari F12 TRS. La Berlinetta è apprezzata granturismo, di quelle che ti fanno girare la testa come e più di una bella donna. Ti seduce con le sue forme, ti rapisce con il suo canto, ti conquista quando la guidi. Cosa augurarsi di meglio? Difficile da dire. Eppure, c’è chi – cliente fortunato e soprattutto decisamente ricco – decide che si può fare altro. Una cabrio. L’impianto è quello della F12 Berlinetta, quindi il motore V12 da 690 cavalli in posizione anteriore e la trazione dietro, poi c’è quella voce impossibile da controllare e verificare: il Kers. I beninformati dicono ci sia, noi ci limitiamo a riportarla. Il debutto su strada è di quelli prestigiosi, la Cavalcade 2014 in Sicilia: quattro giornate tra Taormina, Siracusa, Agrigento e le perle della Trinacria, baciati dal sole.

Venerdì la carovana di Ferrari partirà da Siracusa alla volta di Agrigento, poi andrà a Pergusa e farà ritorno a Siracusa, dove ripartirà sabato in direzione Noto.

Circolano solo rumors sulla cifra astronomica che sarebbe stata necessaria per approntare questa one-off, uscita dalla divisione Special Projects: 4,5 milioni di dollari, ovvero, qualcosa come 3 milioni e 600 mila euro. Bufala? Realtà? Difficile da risolvere l’enigma.

Quel che è certo è lo stile. Futuristico, per certi versi coinvolgente nonostante vada a toccare le linee perfette della F12 Berlinetta. L’anteriore propone un muso con la parte terminale contraddistinta da un bordo regolare, che si biforca alle estremità per ricreare due prese d’aria a forma di boomerang, mentre in basso l’ampio splitter assicura carico deportante. Il cofano motore enfatizza il solco che separa i passaruota dal “musetto” idealmente da monoposto, sul quale campeggia un elemento nero, alla base del parabrezza, anch’esso totalmente oscurato. I montanti e i finestrini sono nella stessa cromia, mentre a ricordare che in fondo c’è una Berlinetta nell’animo della Ferrari F12 TRS, troviamo l’AeroBridge tra passaruota e montanti.

Esaltante la coda. Da dietro i poggiatesta nascono due pinne, come sulle auto da competizione degli anni Sessanta, pinne che si assottigliano e terminano all’altezza dei gruppi ottici posteriori. Il complesso disegno tra passaruota, ala integrata e canale centrale del diffusore, regala una visione d’insieme al limite della perfezione nonostante il movimento del design. Non mancano gli elementi in carbonio a vista, come i profili del diffusore dietro alle ruote posteriori e le minigonne.

Tante volte ci siamo espressi criticamente sulle variazioni dettate dai clienti con il programma SP; nel caso della F12 TRS il risultato è decisamente accettabile

 

Fonti foto | Autogespot; Autojunk; Marchettino

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