Dopo che in mattinata si erano difusi i contenuti della bozza di decreto della manovrina d’autunno, da sottoporre al consiglio dei Ministri in serata, con la previsione di un aumento di 6,5 centesimi sul prezzo dei carburanti, è arrivata la smentita da parte del ministro dell’Economia Saccomanni.

Dove verranno recuperati i fondi per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga e della social card a questo punto è un enigma. Non resta che attendere la conclusione del CdM.

LE INDISCREZIONI DEL MATTINO
Sembrava uno scampato pericolo pochi giorni fa, quando sul tavolo del governo c’era l’aumento dell’Iva di 1 punto percentuale, invece la benzina vedrà un consistente rincaro per gli effetti della manovrina d’autunno. Chissà perché ma ogni volta si mettono sempre le mani nelle tasche degli automobilisti, salvo poi lamentarsi che il mercato crolla, non si vendono auto, il Motor Show rinuncia all’edizione 2013. Un rincaro che si attesta a 6,5 centesimi al litro, una batosta ben superiore ai 2 centesimi previsti in origine per trovare la copertura finanziaria ed evitare l’Iva al 22%.

Adesso ci saranno entrambi. Il gettito proveniente dalla nuova accisa sui carburanti andrà a rifinanziare la Cassa integrazione in deroga per il 2013: 330 milioni di euro ai quali si aggiungono 35 milioni per il rifinanziamento della social card.

+6,5 centesimi al litro per verde e gasolio fino al 31 dicembre 2013

Il decreto verrà discusso in consiglio dei Ministri e la bozza prevede che le accise restino in vigore fino al 31 dicembre 2013. E poi? Non ci risultano tasse sulla benzina eliminate nel recente passato. E’ l’ennesimo schiaffo agli automobilisti.

Se l’incremento dell’Iva è stato digerito bene dai gestori, complici quotazioni sui mercati internazionali stabili, il rincaro di 6,5 centesimi impatterà in maniera forte sul prezzo alla pompa, riportandolo vicino a quota 1.90 euro/litro per la verde. In home page trovate gli ultimi rilevamenti sui prezzi questa settimana.

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